Definizioni

7 criteri guida per gli esercizi propriocettiviSono quelli redatti dalla scuola di Lione (centro interdipartimentale di Hauteville). Il concetto di base è che la propriocezione può essere migliorata mettendo in crisi l’equilibrio, i sette criteri sono i passaggi fondamentali per poterlo fare: 1- passaggio da appoggio bimodale ad appoggio monopodale; 2- passaggio da suolo stabile a suolo instabile; 3- passaggio da squilibrio autoprovocato a quello provocato da agenti esterni; 4- passaggio da piede in appoggio fisso a piede in appoggio mobile; 5- passaggio dall’esercizio con una sola finalità a quello con più finalità; 6- passaggio dall’esercizio statico a quello dinamico; 7- passaggio dall’esercizio con bfb a quello senza bfb.
AncaÈ l’articolazione che lega il bacino con il femore. E’ una enartrosi (articolazione molto mobile con libertà sui tre piani ) richiede esercizi finalizzati alla sua stabilità. Sopporta quasi tutto il peso del corpo e non ha ammortizzatori, un buon tono di tutti i muscoli peri-articolari, in particolare di abduttori ad estensori di coscia, è fondamentale per limitare gli stress cui è sottoposta.
Andature propriocettiveSono esercizi di camminata o corsa lenta e controllata, finalizzati al controllo degli appoggi al suolo (primi informatori per la ricerca della corretta postura) e alla verifica e al mantenimento della migliore posizione funzionale di tutto il corpo. Importante che vengano eseguite di fronte a uno specchio o su pedane con monitor per avere informazioni visive (bfb).
ArticolaritàCon questo termine si intende il grado di mobilità articolare. Esistono parametri di riferimento per la mobilità articolare di ogni articolazione.
AutoassistitiEsercizi autoassistiti sono quelli nei quali il soggetto assiste il movimento con l'arto controlaterale o con l'utilizzo di carrucole o altri strumenti gestendoli in maniera autonoma.
Back school, neck schoolProgrammi di lavoro specifici per le patologie del rachide.
Catena apertaUn esercizio viene definito in catena aperta quando una delle due articolazioni limitrofe a quella interessata dal movimento è libera ( esempio: estensione di ginocchio da seduto: l’articolazione interessata è il ginocchio, le due limitrofe sono anca e caviglia. L’anca è vincolata perché sono seduto, quindi è ferma, la caviglia è libera). L’esercizio in catena aperta non garantisce la stabilità articolare, viene infatti proibito nei primi mesi dopo un intervento di ricostruzione di legamento crociato anteriore.
Catena chiusaUn esercizio viene definito in catena chiusa quando entrambe le articolazioni limitrofe a quella interessata dal movimento sono vincolate (esempio: piegamento delle ginocchia da in piedi. L’articolazione interessata è il ginocchio, le limitrofe sono anca e caviglia. L’anca è vincolata dal tronco e la caviglia dall’appoggio al suolo). L’esercizio in catena chiusa garantisce la stabilità articolare ma non consente un esercizio analitico.
CavigliaDue sono le articolazioni principali del complesso caviglia – piede: la sovra-astragalica (tra tibia e perone e astragalo, è un ginglimo angolare) che consente il movimento di flesso estensione del piede e la sotto-astragalica ( tra astragalo, calcagno e cuboide, 3 artrodie) che consente i movimenti di pronazione e supinazione del piede (quelli di adattamento del piede alle asperità del terreno).
ChirurgiaDal greco: keir (mano) + ergon (opera).
Co-contrazioneContrazione coordinata di muscoli motori di un movimento e dei suoi antagonisti. L’esercizio in co-contrazione garantisce la stabilità articolare.
Controllo posturale (globale e analitico)Il controllo globale si riferisce alla capacità di posizionare correttamente il baricentro in relazione alla superficie di appoggio in tutte le situazioni di appoggio al suolo, mentre in fase di volo (si pensi ad un salto) si riferisce alla capacità di mantenere il controllo del baricentro in relazione ai segmenti (in particolare arti superiori e inferiori). Quello analitico si riferisce alla capacità di controllare un particolare segmento rispetto al baricentro sia in situazione statica che dinamica.
CPMSono esercizi eseguiti in movimento passivo controllato (Continuous passive motion ). Richiedono macchine con motore.
Cuffia dei rotatoriViene in questo modo denominato un gruppo di 5 muscoli: - sottoscapolare: rotatore interno di braccio, - sottospinoso e piccolo rotondo: rotatori esterni di braccio, - capo lungo del bicipite brachiale: flessore di braccio, - sovraspinoso: abduttore (starter) di braccio. Tutti hanno una funzione coattante ma i primi 3 sono anche depressori di omero mentre il c.l. del bicipite e il sovraspinoso sono elevatori della testa dell’omero. L’obiettivo della ginnastica compensativa e del ri-allenamento è quello di ricercare il corretto equilibrio fra rotatori interni e rotatori esterni di braccio e fra muscoli elevatori e depressori di braccio.
De-tensioneEsercizi o posizioni che hanno come scopo quello di eliminare o limitare tensioni muscolo-tendinee.
Difese antalgicheDifese contro il dolore. Il meccanismo base è quello di inibire i comandi ai muscoli che agiscono nella zona in cui si è scatenato il dolore.
DinamometroStrumento atto a misurare la forza. I dinamometri più utilizzati per misurare la forza muscolare sono di 3 tipi: isometrici, isotonici e isocinetici. Ciascuno ha vantaggi e limiti la scelta di quale utilizzare è in funzione della situazione di base e degli obiettivi del soggetto. I dinamometri isometrici misurano la forza muscolare in un solo punto dell'arco di movimento, poiché la forza muscolare varia nei diversi punti del r.o.m., questo rappresenta un limite, il vantaggio è che senza movimento (situazione di tensione muscolare statica), a parità delle altre condizioni, vi è un minor stress articolare. I dinamometri isotonici hanno un sovraccarico imposto, questo è un limite, per contro l'esercizio viene effettuato a velocità angolare non costante, questo è un vantaggio perché il movimento umano è caratterizzato da accelerazioni e decelerazioni. I dinamometri isocinetici sono caratterizzati da un movimento a velocità costante (questo è un limite perchè il movimento umano, come appena segnalato, non avviene a velocità costante ); il grande vantaggio è che il sovraccarico non è imposto ma viene auto-determinato dal soggetto in base all'applicazione di forza.
Educazione respiratoriaEsercizi di presa di coscienza e di controllo della respirazione attraverso il controllo della muscolatura addominale e del diaframma.
EnartrosiÈ la denominazione delle articolazioni molto mobili (si può esemplificare come una sfera dentro una cavità). Come tutte le articolazioni molto mobili richiede, prevalentemente, training finalizzato alla ricerca della migliore stabilità.
EquilibrioRappresenta la capacità di mantenere il controllo del baricentro all’interno della superficie di appoggio utilizzando tutte le informazioni (propriocettive ed esterocettive).
EversioneÈ il movimento che abbina la pronazione e la abduzione del piede, avviene quando si flette plantarmente il piede portando la pianta del piede verso l’esterno.
FisioterapiaTrattamento terapeutico basato sull’azione di agenti fisici come calore, freddo, acqua, elettricità…. ed energia meccanica, quindi anche movimento e manipolazione.
FitnessIdoneità, buona salute.
GinocchioÈ formato da due articolazioni, quella tra i condili del femore e il piatto tibiale (articolazione femoro-tibiale, è un ginglimo angolare e consente la flesso-estensione ma anche alcuni gradi di rotazione quando la gamba non è estesa) e quella tra la rotula e il femore. Il movimento del ginocchio comporta una azione di rotolamento e scivolamento dei condili sul piatto tibiale, necessita quindi, in uguale misura, di mobilità e stabilità.
Ginnastica compensativaHa come obiettivo quello di ricostruire un corretto bilancio muscolare a livello di tutti i distretti articolari (sia su qualsiasi segmento rispetto al controlaterale, sia nel rapporto agonisti/antagonisti) e una equilibrata distribuzione del carico in tutte le situazioni.
Ginnastica compensativa degli eventuali deficit evidenziati (anche in preparazione di un atto chirurgico ortopedico programmato)E’ quella finalizzata a recuperare i deficit causati da traumi, da interventi chirurgici di riparazione che comportano, necessariamente, periodi di immobilità o di limitata attività motoria, oppure da attività sportive (praticate anche a livello amatoriale) che comportano un maggiore coinvolgimento di determinati distretti rispetto ad altri. Fondamentale, quando è possibile, il training in previsione di un atto chirurgico programmato, in modo tale da consentire al soggetto di presentarsi all’intervento nelle migliori condizioni possibili, fatto che comporta una maggiore facilità di gestione nella fase riabilitativa.
Ginnastica di prevenzioneE’ quella finalizzata a prevenire e limitare eventuali problemi causati o concausati da particolari attività svolte o, più semplicemente dall’avanzare degli anni. Una attività sportiva svolta sistematicamente, anche a livello amatoriale, assieme agli innumerevoli vantaggi, può comportare situazioni di stress o di sovraccarico. E’ sufficiente pensare a tutte le attività asimmetriche (il tennis, il golf, la scherma, in atletica leggera i salti e i lanci...). Il compito della ginnastica di prevenzione è quello di “compensare”, lavorando sui distretti meno interessati dall’attività sportiva in modo tale da ristabilire il migliore equilibrio fra un segmento e il controlaterale e fra muscoli agonisti e antagonisti (o equilibratori). Un corretto bilancio muscolare e una corretta postura rappresentano il più importante fattore di prevenzione.
Ginnastica di riabilitazione e ginnastica di ri-allenamentoSono due fasi di training che si intersecano fra loro, non esistono linee di demarcazione si ri-allena il soggetto sulla base di una recuperata abilità.
Ginnastica riabilitativaRi-abilitare significa rendere nuovamente abile, ricostruendo quindi le abilità cancellate o alterate da uno stress o da un trauma ma anche da allenamenti non corretti che hanno modificato un abilità acquisita.
Ginnastica RieducativaDopo un trauma e, a maggior ragione, dopo un intervento chirurgico riparativo viene alterato il controllo propriocettivo, la ginnastica rieducativa ha come obiettivo quello rieducare il soggetto a essere autonomo nella gestione del quotidiano e a ricostruire gli schemi di movimento delle principali azioni della vita quotidiana.
Indice di forzaÈ un valore numerico (non ha unità di misura), corrisponde al valore numerico del momento meccanico rapportato al valore numerico del peso corporeo del soggetto. In “soldoni”: “quando scendo le scale i miei muscoli devono ammortizzare il mio peso per l’accelerazione di gravità. Se i miei muscoli sono sufficientemente forti e sono attenti sopportano il carico, se non lo sono vengono sovraccaricate le articolazioni. Un buon livello di forza muscolare limita gli stress articolari.
InstabilitàEsercizi eseguiti su superfici o pedane instabili che mettono in crisi l’equilibrio e rappresentano la situazione base per gli esercizi propriocettivi.
InversioneÈ il movimento che abbina la supinazione e la adduzione del piede, avviene quando si flette plantarmente il piede portando la pianta del piede verso l’interno.
IsocinesiRappresenta un movimento eseguito a velocità costante. L’esercizio isocinetico ha vantaggi e limiti e va’utilizzato in funzione della situazione oggettiva e degli obiettivi.
IsometriaÈ una contrazione muscolare eseguita in forma statica (senza spostamento dei capi articolari). L’esercizio isometrico ha vantaggi e limiti e va’ utilizzato in funzione della situazione oggettiva e degli obiettivi.
IsotoniaRappresenta un movimento eseguito con un sovraccarico costante L’esercizio isotonico ha vantaggi e limiti e va’ utilizzato in funzione della situazione oggettiva e degli obiettivi.
Lavoro compensativoÈ quello finalizzato a compensare eventuali deficit evidenziati per poter costruire le basi, attraverso un corretto bilancio muscolare, del ri-allenamento.
MobilizzazioneSi riferisce al raggiungimento dei gradi funzionali di movimento di tutte le articolazioni.
Obiettivi generaliGinnastica di prevenzione; ginnastica compensativa degli eventuali deficit evidenziati (anche in preparazione di un atto chirurgico ortopedico programmato); ginnastica di riabilitazione; ginnastica di ri-allenamento. preparazione atletica per sportivi amatoriali e agonisti
OrtopediaDa orthòs = diritto e paideìa = educazione. Nei vecchi dizionari veniva definita come “arte di correggere i difetti del corpo”. E' quindi un ramo della medicina orientato chirurgicamente, relativo alla preservazione e ristrutturazione delle funzioni del sistema scheletrico e delle strutture associate.
OsteopatiaL’osteopatia è una disciplina di tipo manipolativo rivolta al benessere della persona, caratterizzata dall’individuazione e trattamento della causa e non dell’effetto (dolore) di una qualsivoglia problematica fisica. Ha l’obiettivo di ristabilire il movimento e la funzionalità dei diversi distretti articolari e dell’organismo nella sua globalità e, nel tempo, mantenere l’equilibrio e la salute della persona liberandola dai loro vincoli. L’osteopatia utilizza tradizionalmente tecniche di manipolazione strutturale, craniale, e viscerale. Attraverso lo sviluppo di un fine ascolto delle strutture anatomiche, anche le più sottili e profonde, tali manipolazioni sono in grado di migliorare tutte le condizioni, anche quelle metaboliche o vascolari dei vari distretti corporei. Un contatto ed una manipolazione appropriate possano modificare favorevolmente aspetti non solo ossei o articolari ma anche l’equilibrio psichico e neurovegetativo dell’organismo così come aspetti metabolici o vascolari specifici dei vari organi. L’obiettivo è quello di ristabilire la mobilità dei differenti sistemi del corpo, tale da migliorare la loro interazione e regolazione. L’Osteopatia studia le condizioni di questo sistema muscolo-scheletrici; cercando le aree di debolezza, squilibrio o eccessiva tensione.
PropriocettivitàRappresenta il grado di controllo sulla stabilità di tutte le articolazioni e, di conseguenza, il grado di comando su tutti i muscoli peri-articolari di ogni singola articolazione. La condizione base per organizzare esercizi di propriocezione è quella di mettere in crisi l’equilibrio diminuendo le informazioni esterocettive (quelle provenienti dall'esterno) e utilizzando superfici di appoggio instabili.
Preparazione atleticaÈ la parte di training dedicata in maniera prevalente all'incremento delle capacità di base ( coordinative e condizionali) attraverso le quali si possono strutturare le condizioni migliori per qualsiasi attività sportiva ma soprattutto per mitigare e compensare gli squilibri prodotti da una attività agonistica.
Rachide cervicaleÈ l'asse di sostegno della testa e del tronco. Funge da protezione per il midollo spinale. Col termine “rachide” si raggruppano una componente ossea ( le vertebre), i dischi intervertebrali,i legamenti, i muscoli, il midollo spinale ed i vasi sanguigni. - è suddiviso in: - rachide cervicale (7 vertebre), molto mobile, necessità di esercizi di controllo e stabilità; - rachide dorsale (12 vertebre), poco mobile, necessità di esercizi di mobilità, fondamentali sono quelli di educazione respiratoria; - rachide lombare (5 vertebre), molto mobile, necessità di esercizi di controllo e stabilità; - tratto sacrale (5 vertebre) e coccigeo (3-5 vertebre) saldamente incastrato fra le ali iliache del bacino.
RapiditàLa rapidità di un gesto dipende da 3 fattori: 2- tempo latente di reazione motoria: il tempo che intercorre tra la percezione di uno stimolo e la messa in atto della risposta (varia in funzione del tipo di stimolo che può essere semplice o complesso); 3- rapidità del singolo gesto; 4- frequenza con la quale il gesto può essere ripetuto nell’unità di tempo (vale solo per i gesti ciclici come la camminata, la corsa, la bracciata nel nuoto…)
ShiatsuAttraverso lo Shiatsu è possibile dialogare con il corpo e la psiche e stimolarli nei processi di autoguarigione. Sul piano fisico risulta efficace come terapia complementare in ambiti quali: fisiatria, gastroenterologia, ginecologia, medicina sportiva, neurologia, ortopedia, pneumologia e urologia. Sul piano psichico consente di ottenere: benessere generale, calma interiore e serenità, corretta gestione dello stress, equilibrio, rilassamento. Riarmonizzando il nostro sistema psicofisico attraverso la stimolazione degli stessi meridiani energetici sui quali opera l’agopuntura. Sul percorso di questi canali energetici sono presenti punti specifici, che la scienza moderna ha stabilito essere recettori elettromagnetici in grado di recepire stimoli meccanici, luminosi, sonori, elettrici. Ciascuno di questi agopunti ha la propria valenza terapeutica. Il Terapista Shiatsu, attraverso vari tipi di diagnosi (anamnesi, valutazione energetica addominale, dorsale e dei canali, valutazione di lingua e polso) è in grado di impostare una strategia di intervento volta a riequilibrare l’individuo nella sua totalità. Effettuata la valutazione si interviene sul ricevente attraverso pressioni, allungamenti e utilizzo di tecniche collaterali quali moxa, coppettazione, guasha e martelletto fior di pruno.